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Guglielmo Vuolo

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Data pubblicazione: 05-12-2019

5 dicembre 2019 - Da Avpn i due anni dell'arte del pizzaiolo napoletano patrimonio dell'Umanità

Il maestro Guglielmo Vuolo ha celebrato da Avpn i due anni dell'arte del pizzaiolo napoletano patrimonio dell'Umanità con un laboratorio destinato a blogger e influencer. Un mani in pasta cui ha presenziato l'onorevole Pecoraro Scanio presidente della Fondazione Univerde.

In programma da parte della Scabec, in collaborazione con le associazioni di categoria, una tre giorni di attività e festeggiamenti.

"L'Arte tradizionale del pizzaiuolo napoletano" è stata riconosciuta come parte del patrimonio culturale dell'umanità, trasmesso di generazione in generazione e continuamente ricreato, in grado di fornire alla comunità un senso di identità e continuità e di promuovere il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana, secondo i criteri previsti dalla Convenzione Unesco del 2003. Si tratta di una pratica culinaria che comprende varie fasi, tra le quali la preparazione dell'impasto, un movimento rotatorio fatto dal pizzaiolo e la cottura nel forno a legna.

L'Arte è nata a Napoli, dove vivono e lavorano circa 3000 pizzaiuoli, suddivisi in tre categorie in base all'esperienza e alle capacità. Ogni anno l'Accademia dei Pizzaiuoli Napoletani organizza corsi sulla storia, gli strumenti e la tecnica dell'arte con lo scopo di assicurarne la sopravvivenza, ma gli apprendisti possono fare pratica anche nelle loro case, dove l'arte è ampiamente diffusa.

Il riconoscimento dell'UNESCO porta la pizza, cibo tra i più amati e consumati al mondo, nell'Olimpo della cucina nazionale e internazionale e identifica l'arte del pizzaiolo napoletano come espressione di una cultura che si manifesta in modo unico, perché la manualità del pizzaiolo non ha eguali e fa sì che questa produzione alimentare possa essere percepita come marchio di italianità nel mondo.

L'Arte tradizionale del pizzaiuolo napoletano" rappresenta l'ottavo riconoscimento italiano nella lista del Patrimonio Immateriale dell'UNESCO ed è la terza iscrizione nazionale nell'ambito della tradizione enogastronomica, (dopo la "Dieta Mediterranea", bene transnazionale iscritto nel 2013, e "La vite ad alberello di Pantelleria" iscritta nel 2014).

 
Celebrare e spiegare il valore dell'arte del pizzaiuolo con i ai giovani. Mani in pasta  ...cosa poteva chiedermi #avpn oggi di meglio?
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